Dopo la maturità classica mi diplomo all’Accademia triennale d’arte drammatica del Teatro Stabile del Veneto C. Goldoni, diretta da A.Terrani.

Frequento l’università “la Sapienza” di Roma, prima in Scienze della Comunicazione, poi in Arti e Scienze dello spettacolo.

Debutto a ventuno anni accanto a Michele Placido con la fiction Rai “Un papà quasi perfetto” e a ventidue insieme a Massimo De Francovich nella trasposizione teatrale di “Frammenti di un discorso amoroso”, di R.Barthes, prodotto dal Teatro Eliseo di Roma, con la regia di Piero Maccarinelli, nel ruolo del giovane Werther.

Sono stato diretto da Amato, Chiosi, Costa, Dell’Orso, D’Alatri, Lepre, Maccaferri, Maccarinelli, Marconi, Muccino, P.F.Pingitore, V.Sindoni. Ho condiviso palcoscenico e set con De Francovich, Giordana, Guarnieri, Lazzareschi, Lisi, Piccolo, Popolizio, Placido, Ricci, Tidona e moltissimi altri amici e colleghi di cui conservo immutati affetto e stima.

Mi piace dedicarmi spesso alle traduzioni di testi, scrivere sceneggiature e monologhi teatrali

Mi sforzo di non cercare sempre una spiegazione a tutto ciò che è presente sulla Terra, amo l’arte di madre Natura e quella di tutti gli esseri viventi.

Credo nel silenzio interiore come regola di vita ma la seguo con pessimi risultati.

Vivo l’incontro uomo-donna come legge naturale per la sopravvivenza della specie, ma abbraccio una visione d’Amore Assoluto Incondizionato; considero la Scienza un’autentica perversione, se non ha come unico scopo quello di migliorare le condizioni di ogni essere vivente.

Sono molto sensibile al problema del bionaturalismo, facendomi portavoce di un progetto di Ecopanatroposofia globale, attraverso cui possiamo comprendere e accettare la condizione di vulnerabilità dell’Uomo.

Seguo l’evoluzione delle contraddizioni politico-socio-economiche dell’essere umano presente sul pianeta Terra, a cui ho dedicato il mio primo romanzo, un thriller fantascientifico.

Ho ultimato la prima parte della mia  autobiografia, che condividerò solo dopo la mia morte, dal titolo “La verità, muta”.